Analisi mercati: Ottobre & Novembre
Data pubblicazione: 02 novembre 2026
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Take Away: i punti chiave (lettura rapida)
- Introduzione: Il petrolio è salito per il quarto mese consecutivo (Brent +13,6%, WTI +15,2%). Hanno chiuso in calo l'oro (-6,9%), l'euro sul dollaro (-1,6%) e il Bitcoin (-7,3%).
- Mercato USA: il PIL è cresciuto a un ritmo sostenuto (+3,4% annualizzato nel terzo trimestre), ma l'inflazione è tornata a salire per effetto dell'energia. La Federal Reserve ha lasciato i tassi al 3,75%-4,00%.
- Mercato Europa: crescita modesta (+0,4% nel trimestre) e inflazione al 3,8% a settembre. La BCE ha lasciato il tasso sui depositi al 2,50% e Christine Lagarde lascerà l'incarico il 7 febbraio 2027. In Italia il PIL è rimasto fermo nel trimestre e l'inflazione di ottobre è salita al 5,4%.
- Cina, India e Giappone: nel terzo trimestre la Cina è cresciuta del 4,5% su base annua, con esportazioni molto forti, ma gli indici PMI di ottobre sono scesi sotto 50. La banca centrale indiana ha alzato i tassi al 5,50%. La Bank of Japan ha lasciato il tasso all'1,25% e ha confermato l'intenzione di proseguire con i rialzi.
- Titoli in evidenza: Microsoft, Alphabet e Amazon confermano una domanda di cloud e intelligenza artificiale molto forte, ma il mercato ha iniziato a pesare il costo degli investimenti e il loro effetto sulla cassa. Stellantis ha ridotto le perdite ed è stata premiata dalla Borsa.
- Fattori da monitorare per novembre: elezioni di metà mandato negli Stati Uniti (3 novembre), dati su lavoro e inflazione, Bank of England (5 novembre), giudizio di S&P sull'Italia (13 novembre), trimestrale di Nvidia (17 novembre) ed evoluzione del conflitto in Medio Oriente.
Introduzione
Il primo tema del mese continua ad essere l’energia. Il conflitto che coinvolge l'Iran, iniziato a febbraio, è entrato nel nono mese e nelle ultime settimane si è scaldato sempre di più presso lo Stretto di Hormuz, il passaggio da cui transita una parte rilevante del petrolio mondiale. Nella notte tra il 29 e il 30 ottobre una petroliera è stata colpita nello Stretto e sono stati segnalati attacchi degli Houthi contro impianti petroliferi in Arabia Saudita. Un petrolio più caro si trasmette ai costi di trasporto e di produzione e, con qualche mese di ritardo, ai prezzi al consumo. Lo mostrano già i dati d'inflazione di settembre, sia negli Stati Uniti sia in Europa.
Il secondo tema è stata la tecnologia. Per mesi il mercato aveva premiato quasi senza distinzioni le società legate all'intelligenza artificiale. Le trimestrali di fine mese hanno spostato l'attenzione su quanto costano questi investimenti e su quando produrranno cassa. Il 29 e il 30 ottobre i titoli tecnologici hanno subito forti vendite: Alphabet ha perso circa il 12% in una seduta e Intel quasi il 30% dopo previsioni per il trimestre successivo inferiori alle attese.
Petrolio. Il WTI è passato da 90,42 a 104,12 dollari al barile (+15,2%) e il Brent da 103,53 a 117,64 dollari (+13,6%). Sono i prezzi di chiusura del 30 settembre e del 30 ottobre del contratto future con la scadenza più vicina. Per il Brent è il livello di chiusura più alto da fine aprile, e per entrambi è il quarto rialzo mensile consecutivo. Il 4 ottobre i Paesi dell'OPEC+ hanno lasciato invariata la produzione di novembre.
Metalli preziosi. L'oro è sceso da 4.186,70 a 3.898,90 dollari l'oncia, toccando il 30 ottobre il livello più basso da circa un anno. L'argento ha perso il 18,6%, da 60,57 a 49,28 dollari. Il movimento ricorda che l'oro non sale automaticamente in ogni crisi. Con un'inflazione alta e la prospettiva di nuovi rialzi dei tassi, le attività che non pagano cedole o dividendi diventano relativamente meno attraenti; un dollaro più forte, inoltre, rende l'oro più caro per chi lo acquista in altre valute.
Euro/dollaro. Il cambio di riferimento della BCE è sceso da 1,1355 a 1,1172 (-1,6%). Sul dollaro ha pesato anche il diverso atteggiamento delle banche centrali: la Federal Reserve è apparsa più incline a nuovi rialzi rispetto alla BCE.
Criptovalute. Il Bitcoin è sceso da circa 83.550 a circa 77.430 dollari (-7,3% nel mese) ed Ethereum da circa 2.680 a circa 2.250 dollari (-16,1%). Hanno pesato il clima generale di avversione al rischio e, a fine mese, un attacco informatico a Binance, una delle principali piattaforme di scambio. Il 29 ottobre sono state sottratte attività per circa 6,3 miliardi di dollari secondo la stessa Binance, che ha annunciato il rimborso delle perdite con il proprio fondo di garanzia. Variazioni di questa ampiezza in poche settimane confermano l'elevata volatilità e rischio di queste attività.
Panoramica del mercato USA: mercati ed economia
Performance degli indici: S&P 500 -0,9% - Dow Jones +1,7% - NASDAQ 100 -6,7%
Ottobre ha mostrato un'economia americana ancora forte, con un'inflazione di nuovo in salita per effetto dell'energia. La differenza tra gli indici racconta la rotazione del mese. Il Dow Jones, più esposto a industria, finanza ed energia, ha chiuso in rialzo. Il NASDAQ 100, concentrato sulla tecnologia, ha subito le vendite. L'S&P 500 aveva toccato un massimo storico il 6 ottobre (7.818,93 punti) e ha poi chiuso il mese in lieve calo.
PIL. Secondo la stima preliminare del BEA pubblicata il 29 ottobre, nel terzo trimestre il PIL è cresciuto del 3,4% annualizzato, dopo il 2,2% del secondo trimestre. Annualizzato significa che indica il ritmo che si avrebbe se la crescita del trimestre proseguisse per un anno intero. Hanno contribuito investimenti (scorte e apparecchiature), consumi (in particolare servizi sanitari) e spesa pubblica. Esportazioni in calo e importazioni in aumento hanno invece sottratto crescita. È una prima stima: la seconda è attesa il 25 novembre.
Consumi e redditi. Le vendite al dettaglio di settembre sono aumentate dello 0,8% rispetto al mese precedente (Census Bureau, 15 ottobre). Il dato è nominale, quindi include l'aumento dei prezzi. Buona parte della crescita viene dai distributori di carburante (+6,4%); al netto di auto e benzina l'aumento è stato dello 0,2%. Il dato del BEA del 29 ottobre conferma il quadro. A settembre la spesa delle famiglie è cresciuta dello 0,5% in termini nominali, ma è rimasta ferma in termini reali, cioè al netto dell'inflazione. Il reddito disponibile reale è sceso dello 0,3%.
Inflazione. L'indice dei prezzi al consumo (CPI) di settembre è salito dello 0,6% rispetto ad agosto e del 3,7% su base annua (BLS, 14 ottobre). Oltre metà dell'aumento mensile viene dalla benzina (+9,1% nel mese). La componente core, che esclude alimentari ed energia per leggere meglio la tendenza di fondo, è cresciuta dello 0,3% nel mese e del 2,6% su base annua.
L'indice PCE, la misura preferita dalla Federal Reserve, è salito al 3,6% su base annua; la sua componente core è al 3,1% (BEA, 29 ottobre). Di solito l'inflazione core misurata con il PCE è più bassa di quella misurata con il CPI; oggi è il contrario. Le due misure coprono voci diverse con pesi diversi: il PCE dà più peso alla sanità e ai servizi finanziari, dove i prezzi stanno crescendo più rapidamente. Per questo non vanno confrontate come se misurassero la stessa cosa.
L'indice dei prezzi alla produzione (PPI) misura i prezzi pagati dalle imprese nella fase produttiva e può anticipare i prezzi finali. A settembre è aumentato dell'1,3% nel mese e del 6,3% su base annua (BLS, 15 ottobre).
Lavoro. Il rapporto sull'occupazione di settembre, diffuso dal BLS il 2 ottobre, ha registrato solo 29.000 nuovi posti di lavoro non agricoli (Non Farm Payrolls). I dati di luglio e agosto sono stati rivisti al ribasso di 60.000 posti complessivi. Il tasso di disoccupazione è al 4,2%. La misura più ampia U-6, che include anche chi lavora part-time pur volendo un impiego a tempo pieno, è scesa al 7,6%. Le richieste settimanali di sussidi restano molto basse (194.000 nella settimana al 24 ottobre): le imprese assumono poco, ma licenziano anche poco.
Attività economica e fiducia. Gli indici ISM di settembre restano in espansione (sopra 50 segnala espansione, sotto 50 contrazione): manifatturiero 54,5, servizi 54,9 (ISM, 1 e 5 ottobre). La fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan resta bassa (48,0 a ottobre, 23 ottobre) e le famiglie si aspettano un'inflazione del 4,7% nei prossimi dodici mesi.
Federal Reserve. Il 28 ottobre la Fed, guidata da Kevin Warsh, ha lasciato i tassi nell'intervallo 3,75%-4,00%. A settembre li aveva alzati di 25 punti base, cioè 0,25 punti percentuali. La decisione è passata con 10 voti a favore e 2 contrari: Lisa Cook e Beth Hammack avrebbero preferito un ulteriore rialzo. Secondo il comunicato l'attività economica cresce "a un ritmo sostenuto" e l'inflazione "resta elevata"; Warsh non ha dato indicazioni sulla riunione di dicembre. I verbali della riunione di settembre, pubblicati il 7 ottobre, indicavano che la maggior parte dei membri riteneva probabile un altro rialzo entro fine anno.
Nel complesso, l'economia americana cresce, ma l'inflazione legata all'energia mantiene la Fed su una linea restrittiva. Per i mercati questo significa maggiore selettività: una forte crescita degli utili non basta più se è accompagnata da investimenti molto onerosi.
Secondo FactSet (30 ottobre), il 60% delle società dell'S&P 500 ha già pubblicato i risultati. L'82% di queste ha superato le stime sugli utili e la crescita aggregata degli utili del terzo trimestre è del 30,2%.
Panoramica del mercato europeo: mercati ed economia
Performance degli indici: EURO STOXX 50 -2,2% - CAC 40 +0,1% - DAX +2,5% - FTSE MIB -3,6% - IBEX 35 -4,0%
Anche in Europa i risultati di ottobre sono stati molto diversi da un indice all'altro. Il DAX ha beneficiato del miglioramento della fiducia delle imprese tedesche. FTSE MIB e IBEX 35, con un peso elevato di banche e titoli legati ai consumi, hanno chiuso con i ribassi più marcati.
PIL. Secondo la stima preliminare di Eurostat del 30 ottobre, nel terzo trimestre il PIL dell'area euro è cresciuto dello 0,4% rispetto al trimestre precedente e dell'1,3% su base annua. Tra i principali Paesi la Spagna è cresciuta dello 0,6% e la Germania dello 0,2%; l'Italia è rimasta ferma (0,0%) e la Francia è scesa dello 0,1%.
Inflazione. A settembre l'inflazione dell'area euro è salita al 3,8%, dal 3,2% di agosto, spinta dall'energia (+18,9% su base annua). La componente core, che secondo la definizione di Eurostat esclude energia, alimentari, alcol e tabacco, è al 2,5%. Il dato di ottobre per l'area euro sarà pubblicato il 4 novembre. Le stime nazionali del 30 ottobre, calcolate con l'indice armonizzato europeo per renderle confrontabili, vanno in direzioni diverse. In Germania l'inflazione è scesa al 2,8%, anche grazie al taglio temporaneo delle accise sui carburanti in vigore da ottobre a dicembre. In Francia è salita al 3,8% (3,4% secondo l'indice nazionale) e in Spagna è al 4,9%.
BCE. Il 29 ottobre la BCE ha lasciato il tasso sui depositi al 2,50%, dopo i rialzi di giugno e settembre. La decisione è stata unanime, anche se il Consiglio ha discusso l'ipotesi di un rialzo e Christine Lagarde non ha escluso un intervento a dicembre. Lo stesso giorno la BCE ha annunciato che Lagarde lascerà la presidenza il 7 febbraio 2027, dopo la riunione di inizio febbraio e in anticipo rispetto alla scadenza del mandato (ottobre 2027).
Altri indicatori. La disoccupazione dell'area euro è salita al 6,5% a settembre. Gli indici PMI preliminari di ottobre restano sopra 50 ma rallentano: il composito è sceso a 51,9 da 53,1, il livello più basso da quattro mesi. In Germania la fiducia delle imprese misurata dall'IFO è salita a 90,2 , mentre le aspettative degli analisti finanziari rilevate dallo ZEW sono scese a 28,1.
Francia. Il 1° ottobre il governo ha presentato la legge di bilancio 2027. Prevede un deficit al 5,4% del PIL nel 2026 e al 5,0% nel 2027, ma il governo non ha una maggioranza assoluta in Parlamento. Il 23 ottobre Moody's ha confermato il giudizio Aa3 con prospettive negative. Il rendimento dei titoli di Stato francesi a 10 anni si è avvicinato al 5%.
Italia. Secondo la stima preliminare ISTAT del 30 ottobre, nel terzo trimestre il PIL è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente (+0,8% su base annua). L'inflazione è in forte risalita: 4,2% a settembre e, secondo la stima preliminare, 5,4% a ottobre, lo stesso livello di agosto 2023. La spinta viene dall'energia, mentre la componente di fondo resta più contenuta (2,0%). La disoccupazione di settembre è stabile al 6,3%. Il 28 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato la legge di bilancio 2027, che secondo il governo vale circa 26 miliardi di euro. Lo spread tra BTP e Bund a 10 anni è salito da circa 103 a 118 punti base, con il rendimento del BTP intorno al 4,5% e quello del Bund intorno al 3,3% al 30 ottobre.
Nel complesso, l'Europa si trova in una posizione delicata: crescita debole e inflazione spinta dall'energia. È una combinazione che riduce i margini di manovra sia della BCE sia dei governi con conti pubblici più fragili.
Cina: mercati ed economia
Nel terzo trimestre il PIL cinese è cresciuto del 4,5% su base annua e dell'1,2% rispetto al trimestre precedente. Prosegue lo squilibrio tra offerta e domanda interna. A settembre la produzione industriale è aumentata del 5,5% su base annua, mentre le vendite al dettaglio di beni di consumo sono cresciute solo dell'1,1%. Nei primi nove mesi gli investimenti fissi sono scesi del 7,2% e quelli nel settore immobiliare del 20,6%.
Il commercio estero è stato molto forte. A settembre le esportazioni sono cresciute del 36,3% su base annua e il surplus commerciale ha superato i 133 miliardi di dollari (dati doganali, 14 ottobre). Lo stesso giorno l'NBS ha pubblicato i dati sui prezzi. I prezzi alla produzione sono saliti del 5,0% su base annua, spinti dalle materie prime, mentre l'inflazione al consumo resta bassa (0,9%).
I PMI ufficiali di ottobre, pubblicati il 31 ottobre, sono scesi sotto la soglia di 50, segnale di una contrazione dell'attività: manifatturiero 49,3 e non manifatturiero 49,7. Il 20 ottobre i tassi di riferimento sui prestiti sono rimasti invariati. Il governo punta piuttosto sulle misure di sostegno in vigore dal 1° ottobre, tra cui un contributo pubblico sugli interessi dei mutui per l'acquisto della prima casa.
India: mercati ed economia
Il 7 ottobre la Reserve Bank of India ha alzato il tasso di riferimento di 25 punti base, al 5,50%, all'unanimità. Ha anche cambiato orientamento, passando da neutrale a una "restrizione calibrata". Per l'anno fiscale in corso la banca centrale stima un'inflazione del 5,2% e una crescita del 7,1%.
L'inflazione al consumo di settembre è salita al 5,54%, dal 4,83% di agosto. L'ha spinta l'aumento degli alimentari (+7,74%), che pesano molto nel paniere indiano. Il dato resta comunque all'interno della banda di tolleranza della RBI, tra il 2% e il 6%. La produzione industriale di settembre è cresciuta del 6,7% su base annua. Il PMI composito preliminare di ottobre è salito a 56,7 , segnale di un'attività in espansione.
La rupia ha chiuso ottobre intorno a 95 per dollaro, poco sopra i livelli di fine settembre. Il 15 ottobre il ministro del Commercio ha dichiarato definita la prima parte dell'accordo commerciale con gli Stati Uniti, ma la data della firma non è ancora fissata. Nel complesso l'India mantiene una crescita solida, ma dipende dalle importazioni di energia ed è quindi esposta al prezzo del petrolio.
Giappone: mercati ed economia
Il 30 ottobre la Bank of Japan ha lasciato il tasso di riferimento all'1,25%, con 8 voti a favore e 1 a favore di un rialzo all'1,5%. Ha inoltre deciso di accelerare, da gennaio 2027, la vendita degli ETF azionari acquistati negli anni passati. Nel rapporto sulle prospettive economiche pubblicato lo stesso giorno la banca centrale ha confermato che continuerà ad alzare i tassi. Le nuove previsioni indicano per l'anno fiscale in corso una crescita dello 0,7% e un'inflazione core del 2,5%.
A settembre l'inflazione è salita al 2,1% su base annua. La componente core giapponese esclude gli alimenti freschi ma include l'energia, una definizione diversa da quella usata negli Stati Uniti e in Europa. È tornata al 2,1%, sopra il 2% per la prima volta in nove mesi. L'indagine Tankan della banca centrale ha mostrato un miglioramento della fiducia delle grandi imprese manifatturiere.
Lo yen ha chiuso ottobre sostanzialmente invariato sul dollaro, nell'area 157-158, vicino alla soglia di 160 osservata con attenzione dalle autorità, che nel mese non sono intervenute sul mercato dei cambi.
Titoli in evidenza: news e trimestrali
- Microsoft – Nel trimestre chiuso il 30 settembre, pubblicato il 28 ottobre, i ricavi sono cresciuti del 19%, a 92,3 miliardi di dollari. Azure, la piattaforma cloud, è cresciuta del 48%. Il portafoglio ordini commerciale, cioè il valore dei contratti già acquisiti che dà visibilità sui ricavi futuri, è salito a 677 miliardi di dollari (+73%). La società ha dichiarato che la domanda supera ancora la capacità disponibile.
- Alphabet – Ricavi del terzo trimestre (28 ottobre) in crescita del 25%, a 127,6 miliardi di dollari, con Google Cloud più che raddoppiato (+103%). Il mercato si è però concentrato su due elementi. Il primo è il rallentamento della ricerca, la principale fonte di ricavi, cresciuta di circa il 12%. Il secondo è un flusso di cassa libero negativo per 9,1 miliardi, dovuto agli investimenti in infrastrutture (51,4 miliardi nel trimestre). Un flusso di cassa negativo non significa che la società sia in perdita: nel trimestre ha speso per investimenti più di quanto abbia incassato dall'attività. Il titolo ha perso circa il 12% il 29 ottobre.
- Amazon – Vendite del terzo trimestre (29 ottobre) a 201,9 miliardi di dollari (+12%), con il cloud AWS in crescita del 39%. Sul fronte dei consumi, il Nord America è cresciuto del 6%, anche perché il Prime Day si è svolto nel secondo trimestre. Per il quarto trimestre la guidance, cioè la stima fornita dall'azienda sui risultati futuri, indica vendite tra 240 e 247 miliardi di dollari. Negli ultimi dodici mesi il flusso di cassa libero è negativo per 42,4 miliardi, per effetto degli investimenti nell'intelligenza artificiale.
- Stellantis – Nel terzo trimestre (28 ottobre) i ricavi sono stati pari a 37,6 miliardi di euro (+1%). La perdita netta si è ridotta a 453 milioni, contro i 4,5 miliardi di un anno prima. La società ha confermato gli obiettivi 2026 e prevede di tornare a generare cassa nel 2027. Il titolo ha chiuso la giornata in rialzo di oltre il 15%. “La redditività resta però molto bassa, con un margine operativo rettificato dello 0,7%.Il filo conduttore del mese è chiaro: la crescita legata a cloud e intelligenza artificiale continua, ma il mercato ora valuta con più attenzione quanto costa e quanto tempo servirà per trasformarla in cassa.
Fattori da monitorare per novembre
Negli Stati Uniti il primo appuntamento sono le elezioni di metà mandato del 3 novembre, che rinnovano la Camera e circa un terzo del Senato. Seguono i dati sull'occupazione di ottobre (6 novembre) e l'inflazione CPI (10 novembre). Il 25 novembre arriveranno la seconda stima del PIL del terzo trimestre e l'indice PCE di ottobre. La Federal Reserve non si riunisce a novembre: la prossima decisione è attesa il 9 dicembre. L'11 dicembre scade inoltre il finanziamento provvisorio del governo federale.
In Europa, il 4 novembre Eurostat pubblicherà l'inflazione preliminare di ottobre e il 13 novembre la seconda stima del PIL. Il 5 novembre si riunisce la Bank of England. Per l'Italia è atteso il 13 novembre il giudizio di S&P sul debito pubblico, mentre prosegue l'esame parlamentare della legge di bilancio. La BCE tornerà a decidere sui tassi il 17 dicembre.
Il 17 novembre Nvidia pubblicherà i risultati trimestrali, un riferimento per tutto il settore dell'intelligenza artificiale. In Asia, il 16 novembre usciranno i dati cinesi di ottobre su produzione e consumi; la prima stima del PIL giapponese del terzo trimestre è attesa a metà mese. Resta infine centrale l'evoluzione del conflitto in Medio Oriente e il suo effetto sui prezzi dell'energia.
Stefano Marocco
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