Analisi mercati: Luglio & Agosto
Data pubblicazione: 05 agosto 2026
Autore:

Take Away: i punti chiave (lettura rapida)
- Introduzione: luglio è stato un mese a due velocità. Il petrolio ha registrato un forte rialzo, tornando al centro del quadro macroeconomico.
- Mercato USA: il PIL del secondo trimestre è cresciuto dell’1,5% annualizzato. L’inflazione è rimasta sopra l’obiettivo e la Federal Reserve ha lasciato i tassi al 3,50%-3,75%, con tre dissensi favorevoli a un rialzo.
- Mercato Europa: il PIL dell’Eurozona è cresciuto dello 0,4% nel trimestre, ma l’inflazione è risalita al 2,9%. La BCE ha mantenuto invariati i tassi.
- Cina, India e Giappone: la Cina ha rallentato al 4,3% annuo nel secondo trimestre e il PMI manifatturiero è tornato sotto quota 50. In India la produzione industriale è rimasta solida, ma sono aumentati inflazione e deficit commerciale. In Giappone la Bank of Japan ha mantenuto il tasso all’1,0%, mentre la bilancia commerciale è tornata in deficit.
- Titoli in evidenza: Microsoft e Amazon hanno mostrato una forte accelerazione del cloud; Meta ha aumentato ricavi e investimenti, ma con margini più deboli; Apple ha pubblicato risultati robusti.
- Fattori da monitorare per agosto: petrolio e costi energetici, inflazione e mercato del lavoro statunitensi, indicazioni delle banche centrali, sostenibilità della spesa per l’intelligenza artificiale, domanda interna cinese e andamento dello yen.
Questa analisi di luglio viene proposta in una veste estiva più snella: un’edizione essenziale, concentrata sui dati e sugli avvenimenti che hanno inciso maggiormente sui mercati.
Introduzione
Luglio è stato caratterizzato da una forte rotazione tra aree geografiche e settori. L’andamento degli indici americani ha nascosto movimenti molto più ampi al loro interno.
Il principale elemento di discontinuità è arrivato nuovamente dall’energia. Le nuove fasi di escalation del conflitto tra Stati Uniti e Iran e l’incertezza sui flussi di greggio attraverso lo Stretto di Hormuz hanno riportato il petrolio al centro del quadro macroeconomico. Brent e WTI sono saliti di oltre il 20% nel mese, terminando luglio rispettivamente intorno a 90 e 85 dollari al barile.
I metalli preziosi hanno invece attraversato una fase di consolidamento. Dopo la brusca correzione di giugno, l’oro ha oscillato prevalentemente intorno ai 4.000-4.100 dollari l’oncia e l’argento nell’area 55-60 dollari. Non è quindi emersa una nuova direzione netta: da un lato l’incertezza geopolitica ha continuato a sostenere la domanda di protezione; dall’altro, il rialzo dei rendimenti obbligazionari e la prospettiva di tassi elevati più a lungo hanno rappresentato un freno.
Sul mercato valutario, il cambio euro-dollaro è passato da 1,142 del 30 giugno a 1,153 del 31 luglio: lieve apprezzamento mensile dell’euro dovuto soprattutto alle ultime sedute del mese.
Nel comparto delle criptovalute si è osservato un recupero dai minimi di fine giugno. Bitcoin ha chiuso il mese in area 63.000 dollari ed Ethereum in area 1.850-1.900 dollari. Il secondo ha mostrato un recupero percentualmente più marcato.
Panoramica del mercato USA: mercati ed economia
Performance degli indici: S&P 500 -0,13% - Dow Jones +0,32% - NASDAQ100 -6,61%
Sul fronte economico, la prima stima del PIL statunitense del secondo trimestre ha indicato una crescita dell’1,5% annualizzato. L’economia ha quindi continuato a espandersi, pur mostrando un ritmo meno brillante rispetto alle fasi precedenti. A giugno il reddito personale è aumentato dello 0,2%, confermando una certa tenuta delle condizioni delle famiglie.
Il quadro dell’inflazione richiede però una lettura più attenta. A giugno l’indice dei prezzi al consumo è diminuito dello 0,4%, ma è rimasto più alto del 3,5% su base annua. L’inflazione di fondo, che esclude alimentari ed energia, è risultata nulla nel mese e pari al 2,6% annuo.
La misura PCE, preferita dalla Federal Reserve, ha registrato un incremento annuo del 3,7%, con la componente core al 3,3%. Le diverse misure non forniscono quindi un segnale perfettamente uniforme, ma conducono alla stessa conclusione: l’inflazione si sta moderando in alcune componenti, senza essere ancora stabilmente rientrata verso l’obiettivo del 2%.
Il mercato del lavoro ha mostrato segnali di rallentamento, senza però entrare in una fase di contrazione. A giugno sono stati creati 57.000 nuovi posti di lavoro e il tasso di disoccupazione è rimasto al 4,2%. Anche gli indicatori anticipatori hanno confermato un’economia ancora in espansione. Gli indici ISM di giugno sono rimasti sopra quota 50. Il manifatturiero si è attestato a 53,3, mentre l’indice dei servizi è risultato pari a 54,0.
Il 29 luglio la Federal Reserve ha mantenuto il tasso sui federal funds nell’intervallo 3,50%-3,75%. La decisione è stata approvata con nove voti favorevoli e tre contrari; i dissenzienti avrebbero preferito un rialzo di 25 punti base.
Il mercato americano si trova quindi davanti a un equilibrio delicato. Da una parte, PIL, occupazione e indicatori ISM non segnalano una recessione; dall’altra, l’inflazione rimane troppo elevata per consentire alla banca centrale di dichiarare concluso il proprio lavoro. La conseguenza è un contesto nel quale i rendimenti obbligazionari possono restare elevati e le valutazioni azionarie diventano più sensibili ai risultati societari.
La forte dispersione osservata tra settori e singole società conferma inoltre che il mercato sta diventando più selettivo. Non è più sufficiente mostrare una crescita dei ricavi o annunciare nuovi investimenti: assumono sempre più importanza la qualità degli utili, la generazione di cassa e la capacità di impiegare il capitale in modo efficiente. Questo vale soprattutto per le grandi società tecnologiche, che stanno sostenendo spese molto elevate per costruire le infrastrutture necessarie allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
Panoramica del mercato europeo: mercati ed economia
Performance degli indici: Eurostoxx50 +0,47% - CAC40 +1,26% - DAX +2,53% - FTSE MIB +0,95% - IBEX35 +1,60%
La composizione settoriale ha favorito i listini europei. Banche, industria, energia e materiali hanno un peso maggiore rispetto agli indici americani e hanno beneficiato della rotazione avvenuta a scapito della tecnologia. Ciò non rende l’Europa immune dal rallentamento globale o dall’aumento del costo dell’energia, ma spiega la sua maggiore tenuta relativa nel mese.
Secondo la stima preliminare di Eurostat, nel secondo trimestre il PIL è aumentato dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti e dell’1,0% rispetto allo stesso periodo del 2025. Tra le principali economie, la Germania è cresciuta dello 0,2% trimestrale e dello 0,9% annuo; la Francia dello 0,2% e dello 0,7%; l’Italia dello 0,2% e dell’1,0%; la Spagna dello 0,7% e del 2,7%.
L’inflazione dell’Eurozona è salita dal 2,8% di giugno al 2,9% di luglio. A livello nazionale, l’inflazione armonizzata preliminare è risultata pari al 2,8% in Germania, al 2,4% in Francia e al 2,9% in Italia.
Il 23 luglio la Banca Centrale Europea ha lasciato invariati i tassi di riferimento, con il tasso sui depositi al 2,25% e quello sulle operazioni di rifinanziamento principali al 2,40%. La crescita sta lentamente migliorando, ma l’inflazione resta sopra l’obiettivo e il rincaro dell’energia potrebbe rallentarne il rientro.
Cina: mercati ed economia
Nel secondo trimestre l’economia cinese è cresciuta del 4,3% su base annua. A giugno la produzione industriale è aumentata del 5,3% annuo, mentre le vendite al dettaglio sono cresciute soltanto dell’1,0%. Il divario conferma una maggiore solidità della produzione rispetto alla domanda interna.
L’inflazione al consumo è salita all’1,0% annuo, mentre il PMI manifatturiero ufficiale di luglio è sceso a 49,2, tornando sotto la soglia di espansione. La Cina continua a essere determinante come acquirente di materie prime e fornitore di beni industriali, ma necessita di uno stimolo più efficace ai consumi e agli investimenti privati.
India: mercati ed economia
L’economia indiana ha mantenuto un buon ritmo di espansione, pur mostrando alcuni effetti collaterali del rialzo dell’energia. A giugno la produzione industriale è cresciuta del 7,3% annuo e quella manifatturiera del 7,8%.
L’inflazione al consumo è salita al 4,38%, un livello ancora gestibile ma con una direzione meno favorevole per un Paese che importa gran parte dell’energia utilizzata. Il deficit commerciale delle merci si è ampliato a 30,43 miliardi di dollari; considerando anche i servizi, il saldo commerciale complessivo stimato è risultato negativo per 15,32 miliardi.
L’indice PMI composito preliminare di luglio è rimasto sopra quota 50, ma è sceso a 54,3; i servizi si sono attestati a 53,1. L’attività continua quindi a crescere, sebbene a un ritmo più moderato.
Giappone: mercati ed economia
Il Giappone ha attraversato un mese complesso, caratterizzato da un forte movimento dello yen, dati commerciali condizionati dall’energia e una banca centrale ancora prudente. Il 31 luglio la Bank of Japan ha mantenuto il tasso di riferimento all’1,0%.
L’inflazione è salita all’1,7% annuo a giugno. Nello stesso mese la bilancia commerciale è tornata in deficit per 406,9 miliardi di yen, riflettendo in buona parte il costo dei combustibili e mostrando la stretta relazione tra energia e valuta per l’economia giapponese.
Titoli in evidenza: news e trimestrali
- Microsoft ha chiuso l’esercizio fiscale 2026 con un quarto trimestre ancora molto solido. I ricavi sono aumentati del 18% a 90,0 miliardi di dollari, l’utile operativo del 18% a 40,6 miliardi e l’utile netto del 31% a 35,8 miliardi. L’utile per azione è salito del 32% a 4,81 dollari. La crescita di Azure è stata del 43%, mentre i ricavi complessivi del cloud sono aumentati del 27%. Sono risultati che mostrano una monetizzazione concreta della domanda legata all’intelligenza artificiale.
- Amazon ha registrato ricavi trimestrali per 200,6 miliardi di dollari, in crescita del 20%, e un utile operativo di 27,5 miliardi, in aumento del 43%. AWS ha accelerato del 37% a 42,2 miliardi, con un margine operativo vicino al 39,4%. L’utile netto di 62,6 miliardi comprende circa 53,4 miliardi di proventi non operativi, mentre il flusso di cassa libero degli ultimi dodici mesi è stato negativo per 7,6 miliardi. I risultati operativi sono quindi molto forti, ma confermano anche il capitale necessario per sostenere gli investimenti nell’intelligenza artificiale.
- Meta ha aumentato i ricavi del 28% a 60,8 miliardi di dollari, ma l’utile operativo è diminuito dell’8% a 18,8 miliardi e il margine operativo è sceso dal 43% al 31%. I costi sono cresciuti del 55% e l’utile netto si è ridotto del 14% a 15,8 miliardi. Gli investimenti del trimestre hanno raggiunto 31,1 miliardi e la società prevede per il 2026 una spesa in conto capitale compresa tra 130 e 145 miliardi di dollari. La crescita rimane elevata, ma il mercato dovrà valutarne la capacità di tradursi in margini e generazione di cassa.
- Apple ha pubblicato ricavi trimestrali per 109,4 miliardi di dollari, in aumento del 16%, e un utile netto di 29,8 miliardi, in crescita del 27%. L’utile per azione è stato pari a 2,02 dollari. La crescita ha interessato iPhone, Mac e Servizi ed è stata diffusa nelle principali aree geografiche, confermando la solidità dell’ecosistema dell’azienda.
Fattori da monitorare per agosto
Nel mese di agosto l’attenzione resterà concentrata innanzitutto sul petrolio e sui costi energetici. Il Brent vicino a 90 dollari torna a essere una variabile macroeconomica importante: un rialzo prolungato potrebbe trasferirsi sui costi di produzione e trasporto, rendendo più difficile la discesa dell’inflazione. Negli Stati Uniti, i dati sull’occupazione di luglio e sull’inflazione saranno fondamentali per valutare le prospettive sui tassi.
Saranno altrettanto importanti le indicazioni delle banche centrali. Dopo i tre dissensi emersi nella riunione della Federal Reserve, le dichiarazioni dei suoi rappresentanti e il confronto di Jackson Hole aiuteranno a comprendere l’orientamento futuro. In Europa, l’attenzione resterà sull’inflazione energetica e sui rendimenti obbligazionari. Sul fronte societario, le prossime trimestrali permetteranno di valutare ancora meglio se la forte spesa per l’intelligenza artificiale stia generando ritorni adeguati.
In Asia, la Cina dovrà mostrare segnali più convincenti sul fronte della domanda interna, attraverso PMI, credito e vendite al dettaglio. Per l’India resteranno centrali l’andamento dell’inflazione, il prezzo del petrolio e il deficit commerciale. In Giappone, infine, lo yen, il costo delle importazioni e la comunicazione della Bank of Japan resteranno centrali in vista della riunione di settembre.
Stefano Marocco
Consulente Finanziario e Trainer Fineco
Vuoi capire come questi eventi influenzano il tuo portafoglio o quali sono le prospettive future?
Sono a tua disposizione per un confronto personalizzato, senza impegno.
📅 Prenota ora la tua consulenza gratuita
Clicca sul pulsante “Richiedi appuntamento” (solitamente in blu) qui sotto: potrai inserire i tuoi dati e scegliere il luogo dell’incontro — nel mio ufficio a Torino oppure comodamente a casa tua — e la fascia oraria preferita.
Ti contatterò personalmente per definire insieme i dettagli.
💬 Hai domande? Scrivimi su WhatsApp
Per una risposta rapida, clicca sull’icona di WhatsApp in basso a destra: si aprirà direttamente la mia chat, dove potrai scrivermi in qualsiasi momento.
Il presente contenuto ha finalità esclusivamente informative e non costituisce una raccomandazione personalizzata, un’offerta o una sollecitazione all’acquisto o alla vendita di strumenti finanziari.
Bisogno di una consulenza?
Questo articolo ti è piaciuto?
Disclaimer
Dichiaro di essere l’autore dell’articolo, che non è riferibile a FinecoBank S.p.A. e di cui mi assumo pienamente la responsabilità, di aver rispettato le normative vigenti in materia di trasparenza, comunicazione e pubblicità finanziaria, oltre che aver citato correttamente tutte le fonti, nel rispetto del copyright. Il contenuto degli articoli pubblicati su questo sito non rappresenta in alcun modo una ricerca in materia di investimenti, né un servizio di consulenza in materia di investimenti nè attivita' di offerta al pubblico di strumenti finanziari. Eventuali decisioni che ne conseguono sono da ritenersi assunte dal cliente in piena autonomia ed a proprio rischio. Lo scrivente declina ogni responsabilità circa eventuali danni lamentati in conseguenza delle decisioni di investimento assunte.
Menù
Corso Massimo d'Azeglio, 26
10125, Torino
Mostra numero di telefono
Mostra e-mail
COPYRIGHT © 2026
- All Rights Reserved
- Fineco Bank S.p.A.
Le informazioni contenute nel presente sito internet sono curate da Stefano Marocco e non costituiscono in alcun modo raccomandazioni personalizzate rispetto alle caratteristiche del singolo lettore e potrebbero non essere adeguate rispetto alle sue conoscenze, alle sue esperienze, alla sua situazione finanziaria ed ai suoi obiettivi di investimento. Le informazioni contenute nel presente sito internet sono da intendersi a scopo puramente informativo. Trattasi di informazione standardizzata rivolta al pubblico indistinto (cfr. art 69, comma 1, punto c, Regolamento Emittenti Consob e considerando n.79 della direttiva Mifid 2006/73/CE), con lo scopo di offrire un supporto informativo e decisionale ai propri lettori e ai clienti mediante l’elaborazione di un flusso informativo di testi, dati, notizie, ricerche e analisi attraverso le varie pubblicazioni. FinecoBank S.p.A. non si assume alcuna responsabilità in merito alla correttezza, alla completezza e alla veridicità delle informazioni fornite.