Analisi mercati: Agosto & Settembre
Data pubblicazione: 03 settembre 2026
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Take Away: i punti chiave (lettura rapida)
- Introduzione: petrolio al centro dell'attenzione, in forte rialzo oro e argento.
- Mercato USA: listini sostenuti soprattutto dalla tecnologia; crescita ancora positiva, inflazione superiore all'obiettivo della Federal Reserve e mercato del lavoro in rallentamento.
- Mercato Europa: andamento prevalentemente positivo, con l'eccezione della Francia; crescita moderata e inflazione ancora sopra l'obiettivo della BCE.
- Cina, India e Giappone: Cina ancora divisa tra industria solida e domanda interna debole, India in forte crescita e Giappone in espansione contenuta.
- Titoli in evidenza: ricavi ancora in forte crescita per Nvidia; Walmart e Home Depot offrono indicazioni sullo stato dei consumi statunitensi.
- Fattori da monitorare per settembre: riunioni delle principali banche centrali, nuovi dati su inflazione e lavoro, petrolio e sviluppi nello Stretto di Hormuz.
Questa analisi di agosto viene proposta in una veste estiva più snella: un’edizione essenziale, concentrata sui dati e sugli avvenimenti che hanno inciso maggiormente sui mercati.
Introduzione
Agosto si è sviluppato in due fasi. Nella prima parte del mese, i progressi diplomatici sullo Stretto di Hormuz hanno ridotto temporaneamente il premio per il rischio incorporato nei prezzi dell’energia. Nelle ultime sedute, il ritorno delle tensioni tra Stati Uniti e Iran ha però ricordato quanto la situazione resti fragile. Lo Stretto di Hormuz è un passaggio decisivo per il commercio mondiale di petrolio e gas: anche senza un’interruzione effettiva dei flussi, il semplice aumento del rischio può incidere sui costi di trasporto, sulle assicurazioni e, infine, sui prezzi energetici.
Il petrolio ha quindi mostrato un'elevata volatilità. WTI e Brent, i due principali riferimenti internazionali per il greggio, hanno chiuso agosto con rialzi contenuti, nell'ordine dell'1-2%. Il messaggio del mese resta quello di un mercato ancora molto sensibile agli sviluppi geopolitici.
Il clima di incertezza ha favorito anche i metalli preziosi, con oro e argento in deciso rialzo, rispettivamente di circa il +9% e il 15%. Entrambi vengono spesso ricercati nelle fasi di maggiore instabilità.
Sul mercato valutario, l’euro si è apprezzato di circa l’1,0% rispetto al dollaro. Il movimento non è stato lineare: durante il mese il cambio ha reagito soprattutto ai dati statunitensi e alle aspettative sulle prossime decisioni della Federal Reserve e della BCE. La diversa evoluzione della politica monetaria nelle due aree continuerà quindi a rappresentare uno dei principali fattori da monitorare.
Le principali criptovalute hanno registrato rialzi ancora più ampi, confermando però una volatilità giornaliera molto elevata.
Panoramica del mercato USA: mercati ed economia
Performance degli indici: S&P 500 +2,62% - Dow Jones +1,34% - NASDAQ 100 +4,18%
Negli Stati Uniti, l’indice dei prezzi al consumo (CPI) è aumentato del 3,4% su base annua a luglio. Il PCE, la misura utilizzata dalla Federal Reserve per valutare il proprio obiettivo d’inflazione del 2%, si è invece attestato al 3,7%. Nel discorso di Jackson Hole, il presidente Kevin Warsh ha ribadito la necessità di riportare stabilmente l’inflazione verso l’obiettivo, senza però indicare una decisione già definita per la riunione di settembre.
Il mercato del lavoro ha mostrato segnali di rallentamento: a luglio l’occupazione non agricola è diminuita di 23 mila unità e i dati di maggio e giugno sono stati rivisti complessivamente al ribasso di 103 mila posti, mentre il tasso di disoccupazione è sceso dal 4,2% al 4,1%. Il PIL reale, che misura il valore dei beni e servizi finali prodotti dall’economia tenendo conto dell’inflazione, è cresciuto nel secondo trimestre dell’1,5% annualizzato, in rallentamento rispetto al 2,1% del trimestre precedente. Le vendite al dettaglio sono diminuite dello 0,6% rispetto a giugno e le vendite di abitazioni esistenti dell’1,7%, segnalando consumi meno dinamici e un mercato immobiliare ancora condizionato dagli elevati tassi sui mutui.
I rendimenti dei titoli di Stato statunitensi sono rimasti elevati. Nonostante questo, i listini sono saliti grazie soprattutto alla tecnologia e alla crescita degli utili. Il punto centrale resta la capacità delle imprese di trasformare gli ingenti investimenti nell'intelligenza artificiale in ricavi e profitti concreti.
Panoramica del mercato europeo: mercati ed economia
Performance degli indici: EURO STOXX 50 +0,98% - CAC 40 -2,06% - DAX +2,45% - FTSE MIB +0,84% - IBEX 35 +0,97%
Nel mese di agosto, il quadro economico europeo ha continuato a mostrare una crescita moderata e differenze significative tra i principali Paesi. I mercati azionari hanno chiuso in prevalenza positivi, mentre la Francia ha risentito maggiormente dell’incertezza politica e delle preoccupazioni sulla gestione dei conti pubblici.
L’inflazione dell’area euro è salita dal 2,8% di giugno al 2,9% di luglio, secondo il dato definitivo pubblicato il 19 agosto. Su base mensile, i prezzi sono aumentati dello 0,2%. L’inflazione core, che esclude energia, alimentari, alcol e tabacco per osservare le pressioni più persistenti, è passata dal 2,4% al 2,5% annuo. Il percorso verso l’obiettivo del 2% della BCE prosegue quindi in modo non lineare.
Sul fronte della crescita, la seconda stima pubblicata da Eurostat il 14 agosto ha indicato per il secondo trimestre un aumento del PIL dell’area euro dello 0,4% rispetto ai tre mesi precedenti e dell’1,0% rispetto a un anno prima. Il risultato conferma un’economia ancora in espansione, ma a un ritmo moderato.
Le differenze tra i Paesi però restano evidenti. Germania, Francia e Italia hanno registrato una crescita trimestrale dello 0,2%, mentre la Spagna è avanzata dello 0,7%. Il dato spagnolo conferma una maggiore vivacità della domanda interna e dei servizi, mentre le tre maggiori economie continentali continuano a muoversi a un ritmo più lento.
Nel resoconto della riunione di luglio, pubblicato il 27 agosto, la BCE ha segnalato che i prezzi energetici e alimentari restano potenziali fonti di pressione sull’inflazione. Anche i rendimenti dei titoli di Stato europei sono rimasti elevati: una condizione che rende le obbligazioni più competitive rispetto alle azioni e può pesare soprattutto sui settori con valutazioni più elevate.
Cina: mercati ed economia
In Cina i dati hanno confermato un'economia a due velocità. La produzione industriale di luglio è aumentata del 4,5% rispetto a un anno prima, mostrando una tenuta maggiore rispetto ai consumi.
Le vendite al dettaglio sono cresciute soltanto dello 0,6% annuo, confermando la debolezza della domanda interna. Il settore immobiliare resta inoltre uno dei principali freni: case meno liquide e prezzi sotto pressione possono ridurre la fiducia e la propensione alla spesa delle famiglie.
Sul fronte dei prezzi, l’inflazione al consumo di luglio è stata dello 0,5% annuo, mentre i prezzi alla produzione sono aumentati del 3,5%. Questi ultimi misurano i prezzi applicati dalle imprese all’uscita dalla fabbrica e aiutano a valutare le pressioni sui costi prima che raggiungano il consumatore.
Il PMI manifatturiero ufficiale di agosto è salito da 49,2 a 49,8 punti. Il PMI è un’indagine mensile tra i responsabili degli acquisti delle imprese: valori superiori a 50 indicano espansione, valori inferiori contrazione. Il miglioramento è quindi incoraggiante, anche perché produzione e nuovi ordini sono tornati sopra 50, ma l’indice complessivo segnala ancora una lieve contrazione. Il divario tra grandi imprese e aziende più piccole resta inoltre marcato.
India: mercati ed economia
Nel trimestre compreso tra aprile e giugno 2026, il PIL indiano è cresciuto del 7,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mantenendo il ritmo registrato nel trimestre precedente e superando le attese del mercato, ferme al 7,1%. Il risultato conferma l’India come l’economia a più rapida crescita tra i Paesi del G20 e mostra una notevole capacità di tenuta nonostante un contesto internazionale complesso. La guerra in Medio Oriente e il conseguente aumento dei prezzi energetici hanno infatti esercitato pressione sulla rupia e richiesto l’intervento della Reserve Bank of India sui mercati per contenere la volatilità finanziaria. Nonostante queste difficoltà, la crescita del Paese ha mantenuto un ritmo particolarmente elevato.
L'inflazione di luglio si è attestata al 4,45% annuo. Il dato generale è rimasto gestibile, ma i prezzi alimentari continuano a incidere molto sul bilancio delle famiglie e possono modificare rapidamente le aspettative sull'inflazione.
Nella riunione conclusa il 5 agosto, la Reserve Bank of India ha mantenuto il tasso di riferimento al 5,25% e un orientamento neutrale. La decisione è stata motivata dalla necessità di osservare meglio il percorso dell’inflazione, in particolare gli effetti di cibo e carburanti. Per un grande importatore di energia come l’India, prezzi del petrolio elevati possono aumentare l’inflazione, peggiorare la bilancia commerciale e mettere pressione sulla rupia.
Giappone: mercati ed economia
Nel secondo trimestre il PIL giapponese è cresciuto dello 0,3% rispetto ai tre mesi precedenti, pari all’1,1% annualizzato.
L’inflazione di luglio è scesa all’1,9% annuo. L’indice al netto degli alimenti freschi, la misura core maggiormente utilizzata dalla Bank of Japan, è aumentato dell’1,8%; escludendo anche l’energia, l’incremento è stato dell’1,9%. Il ritorno a valori vicini all’obiettivo del 2% riduce l’urgenza di nuove mosse, ma la banca centrale continua a valutare se la crescita dei salari e dei prezzi sia abbastanza duratura.
Il resoconto delle opinioni della riunione di fine luglio, pubblicato il 10 agosto, ha descritto un’economia resiliente. La domanda globale legata all’intelligenza artificiale sostiene le esportazioni tecnologiche, mentre il costo del petrolio e la debolezza dello yen possono aumentare le spese per le importazioni. La Bank of Japan ritiene che l’inflazione di fondo possa stabilizzarsi in linea con l’obiettivo tra la seconda metà dell’anno fiscale 2026 e l’anno fiscale 2027, ma procederà sulla base dei dati.
Titoli in evidenza: news e trimestrali
Nvidia: la domanda per l’intelligenza artificiale resta il motore principale
Nvidia ha chiuso il secondo trimestre dell’anno fiscale 2027 con ricavi pari a 96,2 miliardi di dollari, in crescita del 106% rispetto a un anno prima e del 18% rispetto al trimestre precedente. L’utile netto è stato di 59,7 miliardi e il margine lordo del 75,0%. Il margine lordo indica quanta parte dei ricavi rimane dopo i costi direttamente necessari per produrre e vendere beni e servizi, prima delle altre spese operative.
Il Data Center ha generato 89,0 miliardi di ricavi, con una crescita annua del 117%. Questa divisione comprende processori, sistemi completi e tecnologie di rete utilizzati da aziende e fornitori cloud per addestrare e far funzionare modelli di intelligenza artificiale. Il risultato mostra che la domanda non riguarda soltanto i singoli chip, ma infrastrutture sempre più integrate.
Per il trimestre successivo la società prevede ricavi per 108 miliardi di dollari, con una tolleranza del 2% in più o in meno. La previsione non include vendite di capacità di calcolo per Data Center in Cina, elemento che rende più prudente la guidance. La guidance è la stima fornita dall’azienda sui risultati futuri: è importante perché consente agli investitori di confrontare le aspettative del mercato con ciò che il management ritiene concretamente raggiungibile.
Walmart: consumi resilienti e crescita dei servizi digitali
Walmart ha registrato nel secondo trimestre dell’anno fiscale 2027 ricavi per 187,9 miliardi di dollari, in crescita del 5,9%. Le vendite online globali sono aumentate del 23%, i ricavi pubblicitari del 38% e le quote associative del 17%. Queste attività sono importanti perché affiancano alla vendita tradizionale nei negozi servizi con margini generalmente più elevati, come pubblicità sulle piattaforme digitali e abbonamenti.
Negli Stati Uniti, le vendite comparabili al netto dei carburanti sono salite del 2,6%. Il numero di transazioni è aumentato dell’1,5% e lo scontrino medio dell’1,1%, una combinazione più equilibrata rispetto a una crescita ottenuta soltanto tramite prezzi più alti.
Home Depot: piccoli progetti in ripresa, grandi lavori ancora prudenti
Home Depot, multinazionale statunitense che vende al dettaglio attrezzi e materiali da costruzione, elettrodomestici, servizi e prodotti per la manutenzione della casa, ha chiuso il trimestre con vendite per 47,9 miliardi di dollari, in aumento del 5,7%. Le vendite comparabili sono cresciute dell’1,7% a livello complessivo e dell’1,3% negli Stati Uniti. L’utile netto è stato di 4,8 miliardi, mentre l’utile per azione rettificato è salito da 4,68 a 4,92 dollari.
La società ha osservato una migliore domanda per piccoli interventi di manutenzione e ristrutturazione, più facilmente rinviabili o avviabili rispetto ai grandi progetti. Questi ultimi restano sensibili ai tassi sui mutui, ai prezzi delle abitazioni e alla fiducia delle famiglie.
Fattori da monitorare per settembre
Settembre concentrerà le riunioni di BCE, Federal Reserve e Bank of Japan. Le decisioni dipenderanno soprattutto dai nuovi dati su inflazione e lavoro, mentre petrolio e sviluppi nello Stretto di Hormuz resteranno determinanti per le aspettative sui prezzi. Sul fronte azionario, l'attenzione rimarrà sulla capacità delle imprese tecnologiche di trasformare gli investimenti nell'intelligenza artificiale in ricavi e margini concreti.
Stefano Marocco
Consulente Finanziario e Trainer Fineco
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